RDC: PARLAMENTARE CONDANNATO A MORTE PER TRADIMENTO

Edouard Mwangachuchu

11 Ottobre 2023 :

Un tribunale militare della Repubblica Democratica del Congo il 10 ottobre 2023 ha condannato a morte a Kinshasa un parlamentare per tradimento e coinvolgimento nel movimento ribelle M23, un verdetto che il suo avvocato ha denunciato come basato su "odio etnico".
La pena di morte viene comminata spesso nella Repubblica Democratica del Congo ma non viene applicata da 20 anni ed è sistematicamente commutata in ergastolo.
In agosto, il pubblico ministero aveva chiesto l'ergastolo per Edouard Mwangachuchu, 70 anni, che rappresenta la circoscrizione elettorale di Masisi all'Assemblea Nazionale e possiede anche una compagnia mineraria.
Mwangachuchu, che non era presente alla lettura della sentenza, è stato giudicato colpevole di "possesso illegale di armi e munizioni da guerra", oltre a "tradimento" e "partecipazione al movimento insurrezionale dell'M23", ha detto il presidente della giuria, generale Robert Kalala.
La milizia M23, guidata dai tutsi, ha conquistato diverse aree nella provincia del Nord Kivu in Congo da quando ha ripreso l’azione nel 2021.
Esperti indipendenti delle Nazioni Unite, il governo di Kinshasa e diverse nazioni occidentali tra cui Stati Uniti e Francia accusano il Ruanda di sostenere attivamente l’M23.
Kigali nega fermamente l'accusa.
Arrestato per essere interrogato all'inizio di marzo, Mwangachuchu è stato inizialmente detenuto nella prigione principale di Kinshasa, Makala, prima di essere trasferito nella prigione militare di Ndolo, dove si sono svolte circa 30 udienze del suo processo.
Il suo co-imputato Robert Muchamalirwa, un capitano di polizia processato per “violazione degli ordini”, è stato assolto dal tribunale, che ha poi ordinato il suo rilascio immediato.
L'avvocato di Mwangachuchu ha detto che farà appello contro il verdetto, definendo il processo come “basato sull'odio etnico e su deduzioni”.
L’avvocato Thomas Gamakolo ha affermato che non è mai stato dimostrato che Mwangachuchu avesse legami con il Ruanda ed è stato ritenuto colpevole perché appartenente all'etnia tutsi.
"È molto difficile oggi nel nostro Paese vivere o esistere come tutsi", ha detto l'avvocato.

 

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